Murice il nome volgare del Haustellum brandaris, mollusco appartenente alla famiglia dei Muricidae.
In passato era molto famoso in quanto da questo animale si ricavava la porpora, polvere che serviva per tingere di rosso i tessuti, simbolo di ricchezza al tempo degli antichi Greci e Romani.
Adesso però si preferiscono utilizzare altri generi di tinture, in quanto occorrono molti molluschi per ottenere la quantità di porpora necessaria a colorare un tessuto.

Assomiglia ad una grossa lumaca, la sua conchiglia ha una forma molto caratteristica, più larga nella parte superiore, dove è posta l’apertura, e stretta nella parte inferiore, ricoperta di punte non troppo acuminate.
Il mollusco è di colore bruno, e la lunghezza media si aggira sui 5-7 centimetri.
È carnivoro, ed il suo pasto è costituito per lo più da ostriche e patelle, che cattura perforandone il guscio attraverso una sostanza acida che secerne essa stessa.

Già Linneo aveva individuato due tipi di murice: il buccino, più piccola, chiamata così per la sua somiglianza con la tromba, e priva di spine, e la porpora, la più grande con il sifone ricoperto di spine.

Questo mollusco è molto diffuso in tutto il mare Mediterraneo, in particolare nelle coste dell’Italia, e vive nei fondali bassi e fangosi.
In genere viene pescato attraverso reti da traino, o attraverso nasse, dove vengono attratte da pesci morti, utilizzati come esca.
Può venire utilizzata come esca essa stessa, in quanto hanno carni dure e molto resistenti, in particolare si presta al Surf Casting, e per la pesca di orate, saraghi e mormore.

Le sue carni sono molto saporite, ed in genere vengono utilizzate per condimenti di sughi o insalate di mare o zuppe di pesce.