L’ostrica è un mollusco già noto ai greci e ai romani come piatto costoso e raffinato. I romani, in particolare, furono i primi a ideare un sistema che ne consentisse l’allevamento. Questo mollusco si trova all’interno di una conchiglia composta da due valve asimmetriche e rugose il cui diametro può raggiungere anche i 20 cm. Le due valve sono disuguali e quella inferiore, alla quale è ancorato l’animale, è più grande ed incavata della superiore.
Il mollusco ha corpo di forma tondeggiante, con i margini dei due lembi del mantello frangiati.

Le ostriche vivono in colonie numerose fino a una profondità di 40 metri, saldamente attaccate agli scogli con la valva sinistra. Nel mar Mediterraneo e nella parte settentrionale del mar Adriatico vivono le ostriche comuni (Ostrea edulis), allevate per scopi gastronomici data la loro rinomata prelibatezza; nell’Oceano Pacifico invece si trovano le ostriche perlifere (Pinctada margaritifera), note fin dai tempi più antichi per la produzione di perle. 
Dal punto di vista gastronomico l’Ostrea edulis, dalla caratteristica forma tondeggiante, è quella più pregiata.

È molto apprezzata nella cucina mediterranea (rientra in varie ricette) ed è molto costosa sul mercato. Di solito viene consumata cruda: quando la conchiglia viene aperta, il mollusco deve essere vivo.

Fonti:
http://www.albanesi.it/
http://it.wikipedia.org/