Il Sashimi è un piatto tipico della cucina giapponese, a base di pesce o molluschi tagliati a listarelle sottili e consumati crudi, senza nessun tipo di cottura o marinatura.
In genere viene servito accompagnato con della salsa di soia o salsa ponzue ed una puntina di wasabi, una spezia molto piccante tipica della cultura giapponese.
Oltre a motivazioni legate al gusto e ai sapori, una ragione per cui il sashimi si serve con il wasabi (e anche con il gari, cioè con lo zenzero) è l’uccisione di batteri e parassiti pericolosi che potrebbero essere presenti nel pesce crudo.

Molto spesso viene confuso con il sushi, ma a differenza di quest’ultimo non prevede il riso, anche se spesso nella tradizione giapponese viene servito come pasto principale accompagnato da una ciotola di riso o ad una zuppa di riso.
Il pesce, tagliato a fette sottili, è solitamente adagiato su una guarnizione: quella più tradizionale è formata dal daikon, una radice asiatica bianca che viene tagliata in lunghe strisce sottili, e da una foglia verde di perilla per ogni fetta di pesce.

A questo tipo di lavorazione si prestano un po’ tutti i tipi di pesce, i più utilizzati sono il tonno ed il salmone, ma non è raro trovare anche molluschi come il polpo o il calamaro, o crostacei come gamberi e gamberetti.

Trattandosi comunque di pesce crudo i controlli igienico sanitari sono molto severi e stabiliti a livello europeo dal REGOLAMENTO (CE) N. 853/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 29 aprile 2004.
In questo modo il pesce mantiene inalterate tutte le sue caratteristiche nutrizionali e risulta particolarmente ricco di vitamine e sali minerali, che andrebbero in parte persi con la cottura.

Fonte: wikipedia