L’anguilla è un pesce molto diffuso in Europa lungo i corsi d’acqua e soprattutto nel Mar Mediterraneo e Baltico.
Il suo habitat naturale è rappresentato da laghi collinari e di fondovalle, stagni, fiumi di pianura e pedemontani. Rispetto alle sue abitudini è un pesce che ama stare all’oscuro, infatti durante il giorno si nasconde in tane conosciute con il nome di “forami”, buchi scavati nel fondale riconoscibili per via di forellini che si notano in quanto si vede l’acqua penetrare all’interno. La sua attività predatoria e aggressiva inizia con il calare del sole, quando la luce via via va sparendo. Questo è quanto accade nei corsi d’acqua dolce. Rispetto ai fondali marini, invece, è un pesce in pieno movimento. Si ciba prevalentemente di invertebrati di fondo, vermi, piccoli pesci e loro uova, nonché insetti.
Essa ha ottime capacità di adattamento in diversi tipi di ecosistema, e non è particolarmente sensibile a variazioni di temperatura e salinità.
Una particolarità di questa specie è nota quando si parla di riproduzione: gli esemplari adulti vanno in mare aperto percorrendo quotidianamente dai 15 ai 40 chilometri, migrando fino al mar dei Sargassi. Qui avviene il ciclo riproduttivo ad una profondità compresa tra i 200 ed i 400 metri. Una volta terminato, i soggetti riproduttori muoiono. Alla schiusa delle uova, le larve danno inizio ad un percorso inverso che le condurrà alle acque originariamente abitate dai genitori. 
La pesca dell’anguilla è esercitata attraverso il metodo della pesca a fondo con il verme. Una consuetudine del passato è riconosciuta dalla pesca con il forcone, la fiocina, il tamburello e ovviamente le reti.