Cyprinus carpio var. specularis, conosciuto comunemente come Carpa a Specchi, è un pesce d’acqua dolce con la forma del corpo abbastanza variabile, il corpo infatti è di forma ovale, con le testa più piccola delle carpe normali, e la colorazione del dorso è bruno-verdastra mentre sui fianchi ha dei riflessi dorati, il ventre bianco giallastro.

La bocca è terminale con forma protrattile e con quattro barbigli, la pinna dorsale è piuttosto lunga diversamente da quella anale che è molto corta.

La particolarità che differenzia la carpa a specchi da quella comune, è l’assenza di squame, queste infatti sono sostituite da grandi placche irregolari chiamate “specchi”, che coprono il corpo dai fianchi al dorso.

La carpa a specchi può raggiungere il metro di lunghezza e il peso di 20 chili.

Si possono trovare, sia nei fondali melmosi, torbidi e ricchi di vegetazione dove bruca il fondo alla ricerca di cibo, sia nelle acque limpide ricche di  vegetazione sul fondale.

Tecniche di pesca: come per la carpa, una delle tecniche più diffuse di pesca è quella di lasciare l’esca e il piombo scorrevoli appoggiati sul fondale. L’attrezzatura e le esche da usare sono le stesse della carpa, tuttavia è da tenere in considerazione che quest’ultima è un pesce più combattivo, quando viene agganciata e mentre la si recupera, opera violenti e improvvisi scatti verso il fondo, è più conveniente perciò effettuare il recupero con cautela, avendo la frizione del mulinello in modo che si possa mollare la lenza quando avvengono questi scatti e far si il pesce si stanchi; è opportuno non avere fretta di recuperare.