Il Cyprinus carpio, conosciuto comunemente come Carpa comune o semplicemente Carpa, possiede un corpo lungo, ovaloide, con dorso convesso poco sopra la testa. Quest’ultima, si presenta di forma triangolare, con muso poco appuntito. La bocca è protrattile ed è munita di 4 barbigli corti e carnosi. La pinna dorsale è lunga con 18-24 raggi, quella anale è abbastanza grande; le pinne pettorali e ventrali hanno i lobi arrotondati. La coda è forcuta. La livrea è bruno-verdastra con riflessi bronzei su dorso e fianchi, giallastro sul ventre. Di lunghezza variabile tra i 30 e i 60 centimetri e peso solitamente compreso tra i 3 e i 35 chili. Eccezionalmente può raggiungere e superare i 40 chili di peso e i 130 centimetri di lunghezza. Si tratta di un pesce estremamente longevo e si stima possa arrivare a 100 anni di età.

La forma selvatica della carpa comune si ritiene originaria delle regioni dell’Europa orientale. In Italia la specie è stata introdotta molti secoli fa dagli antichi Romani per l’allevamento, anche grazie alla sua straordinaria capacità d’adattamento, infatti si può considerarla una specie ormai autoctona.

La carpa è comune nei canali di bonifica, rappresentano infatti un ambiente ottimale per questa specie; è tipica delle acque lente e acque ferme, con fondi melmosi e ricchi di vegetazione.

Tecniche di pesca: è uno dei pesci d’acqua dolce più insidiati dai pescatori sportivi a causa delle grandi dimensioni che può raggiungere e della strenua resistenza che oppone alla cattura. Si pesca soprattutto con la tecnica della pesca a fondo che, quando viene impiegata per questo pesce, prende il nome di carpfishing; la pesca a fondo utilizza una varietà di esche, in genere vegetali, che vanno dal mais alla cosiddetta “polenta” alle più recenti e tecnologiche boilies, che sono utilizzate soprattutto nel carpfishing e che vengono innescate separatamente dall’amo, ad una distanza di qualche centimetro. Importante è abituare il pesce alla nuova esca gettando nel luogo prescelto grosse quantità dell’esca che si impiegherà, qualche giorno prima dell’effettivo inizio della pesca. In Italia ed in Occidente, dato che la qualità delle carni in genere non è considerata eccelsa, gli esemplari catturati vengono spesso liberati con ogni cura.